Per conservare vivi e funzionanti i nostri rapporti con gli antichi maestri, in ultima analisi, è necessario forzarli. Questa lucida affermazione di Francis Haskell ci ricorda quanto sia difficile, per la storia dell'arte come disciplina scientifica, tenere in vera tensione il dialogo personale, intellettuale ed emotivo con le opere d'arte del passato.Anche per questo è importante ricordare che le più penetranti, pur se spesso le più forzate, interpretazioni di un artista sono state elaborate da altri artisti.

domenica 12 giugno 2011

L'atene di Pericle.

Pericle (495-429 a.C.), rampollo della vecchia aristocrazia è lo stratega destinato a dominare la scena politica di Atene per buona parte del V secolo a, C.
Pericle sa affiancare al programma democratico, attuato con abilità e spregiudicatezza, un parallelo sviluppo economico senza paragoni nella storia ateniese e della Grecia tutta.
Pericle eletto stratega quasi senza soluzione di continuità dal 443 fino al 429 a C. anno in cui è contaggiato dalla terribile epidemia di peste diffusasi in città.


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I maestri dell'armonia.
Verso  l'idea di classico

(Eretteo  fronte orientale, acropoli, Atenene).
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Nella storia dell'arte greca è generalmente definito "classico" il periodo compreso tra la vittoria  greca di
Salamina sulla flotta persiana, nel 480 a.C, e la morte di Alessandro il Grande(323 a.C,). In questo secolo e mezzo, si distinguono periodi segnati da caratteri formali e stilistici autonomi.
Il termine "classico" è ormai entrato nell'uso comune con il significato di  esemplare, perfetto; della produzione artistica è Classico, in ogni cultura, il momento di più completa realizzazione formale, il punto di arrivo destinato a essere punto di riferimento e il modello dei posteri.Nel mondo greco, tale momento viene indicato nel periodo che vede Atene guadagnare la supremazia sull'Ellade, non solo in campo politico, ma anche culturale e artistico. Atene punto di incontro di tradizioni diverse, rappresenta infatti il fulcro e il riferimento della Grecia. La ricchezza nella capitale dell'Attica è tale da appannare la produzione artistica di altri centri della Grecia.


Il sublime dopo il severo.



( Apollo del Belvedere, copia in marmo del II secolo d.C, da un originale bronzeo del IV secolo A. C.
Città del Vaticano, Musei Vaticani).
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Per lungo tempo, la Grecia classica è stata intesa come il mondo classico tout court,  Il periodo che il padre della storia dell'arte antica. J.J.Winckelmann, ha definito il "sublime" e che la critica antica e quella moderna hanno considerato concordemente , "classico" per eccellenza.
Oggi, più correttamente, riconosciamo nell'arte della Grecia classica il mondo formale elaborato nell'ambito di poco meno di un cinquantennio fortemente condizionato dalla situazione contingente e lo interpretiamo come una tappa per quanto fondamentale, del razionale percorso di secoli affrontati ad Atene e altrove in Grecia da pittori, scultori, architetti e urbanisti di tutto il mondo ellenico.

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Il "il tempio che chiamiamo Partenone", sede della dea vergine.
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Un grande tempio per cancellare il ricordo dell'invasione persiana e celebrare Atena, protettrice della città.
Il progetto del tempio di Atena Vergine(Parthenos)  si realizza, non senza opposizioni, tra il 447 e il 432 a.C. L'area scelta per l'edificazione del tempio è nel settore meridionale dell'acropoli, già occupato dal cantiere tardo-arcaico per la costruzione del tempio Parthenos mai terminato, devastato dai persiani di Serse e ripreso da Callicrate.

Il progetto viene affidato a Ictino, personalità geniale in grado di reinterpretare il linguaggio dell'architettura dorica.
Ictino sfrutta il basamento del vecchio edificio ampliandolo e stravolgendone le proporzioni, ma smontando con cura e riutilizzando i materiali già in'opera e inserendo nel proprio progetto anche le idee del suo predecessore. Per chi ama approfondire... qui

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Fidia e altri. 
Corteo delle Vergini.
(Cliccando sull'immagine si entra  nel Capolavoro).

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Discobolo Lancelotti, copia in marmo da un originale bronzeo del 460-450 a. C., Roma, Museo Nazionale Romano.


L'altleta è rappresentato nel momento che precede il lancio del disco, Non è tuttavia il movimento che Mirone sceglie di rappresentare, quanto piuttosto la carica e la potenza che precedono lo sforzo: tutto il corpo è concentrato, e l'espressione del volto sottolinea il raccoglimento dell'altleta prima dello scatto.

Fra i più celebri scultori dell'epoca severa è Mirone, originario di Eleutere.(unità territoriale greca). Educato ( e con lui altri tra cui Fidia) alla scuola di Agelada, si specializza sopratutto nella realizzazione di bronzi che raffigurano eroi, dei, atleti e animali: nessuno di questi è sopravvissuto in originale.
La più celebre, oggi come probabilmente in antico a giudicare dal numero di repliche giunte frammentarie sino a noi è il Discobolo.
La copia meglio conservata, quella  delle collezioni del Museo Nazionale Romano. A Mirone,   sono stati attribuiti anche i Bronzi di Riace, anche se il dibattito è ancora aperto.
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Gli eroi di Riace.
Sui fondali di fronte a Riace, in Calabria, emersero dal mare i due bronzi che non hanno cessato di suscitare nella critica discussioni ancora irrisolte: incerto è l'autore (forse gli autori), come pure incerte sono l'identità dei personaggi raffigurati, l'ordinaria collocazione e la precisa datazione delle due opere.
Gli storici dell'arte antica hanno immaginato, alle spalle delle due magnifiche statue, l'opera di botteghe di bronzisti attici o peloponnesiaci o magnogreci.

Nella prima immagine sulla sinistra la struttura corporea del guerriero A, arricchita dalla definizione anatomica estremamente dettagliata, quasi fredda.
Indizi che caratterizzano in genere il periodo severo e che  spingerebbero dunque a considerare questa statua la più antica delle due.
Ogni singolo muscolo viene evidenziato, le vene ingrossate corrono sotto la pelle. Quasi ossessivo è l'accanimento con cui il bulino dell'esecutore ha definito i solchi delle ciocche e i pesanti riccioli della barba e della capigliatura, il volto sembra infiammato dalla ferocia dello sguardo, enfatizzata dalla nettezza con cui l'ombra scava gli zigomi, Siamo di fronte all'espressione di una maschera di guerra.


Per il Guerriero B, l'artefice sembra aver avuto altre preoccupazioni: la postura è simile a quello del compagno ma diverso è il trattamento delle masse, più armoniche. L'equilibrio si riflette anche sul volto: l'inclinazione della testa le labbra socchiuse come fossero pronta a parlare,incorniciata da una morbida barba, la luce diffusa sulle guancie, lo sguardo segnato dalla curva abbassata delle sopracciglia tutto concorre a caricare il volto di intensa umanità. Tutte caratteristiche che meglio vedrebbero nell'opera una realzzazione più compitamente classica.

Le differenze riscontrate possono essere ricondotte alla diversa cronologia delle statue, che nella lettura più diffusa non sono contemporanee, o semplicemente rivelare personalità artistiche diverse, il clima potrebbe essere quello della metà del V secolo a. C.

Per capire la provenienza delle due statue, recentemente sono entrati in gioco anche i più moderni metodi scientifici. L'analisi della terra di fusione rinvenuta nelle statue al momento del restauro ha permesso di  confermare  quantomeno, che  le due opere sono state realizzate in due luoghi diversi: il bronzo A ad Argo, il B ad Atene.
Tali indicazioni vengono portate a supporto delle ipotesi avanzate sulla base di confronti stilistici.
Agelada di Argo, "maestro dei dei maestri" Fidia Policleto e Mirone, celebrato dagli antichi scrittori, sarebbe il bronzista cui attribuire la statua A. Le caratteristiche del volto trovano strette somiglianze con i personaggi rappresentati sul frontone orientale del tempio di Zeus a Olimpia
Il bronzo B si assegna ad Alcamene contemporaneo e rivale di Fidia.

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Notizie e immagini prese dal mio libro...La Storia dell'Arte.
Buona Lettura e buona domenica. 

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