Per conservare vivi e funzionanti i nostri rapporti con gli antichi maestri, in ultima analisi, è necessario forzarli. Questa lucida affermazione di Francis Haskell ci ricorda quanto sia difficile, per la storia dell'arte come disciplina scientifica, tenere in vera tensione il dialogo personale, intellettuale ed emotivo con le opere d'arte del passato.Anche per questo è importante ricordare che le più penetranti, pur se spesso le più forzate, interpretazioni di un artista sono state elaborate da altri artisti.

martedì 28 luglio 2009

L'età dell'impressionismo. Prima parte.Dedicato a Viviana


Immagini, reperite dalla rete, notizie dal libro, Storia dell'Arte.

L'età dell'impressionismo.
Prima parte


Il Realismo è una tendenza artistica sviluppatasi in Francia nel clima politico e culturale della rivoluzione del 1848, della quale i principali esponenti, oltre a Gustave Courbet che utilizzò per primo il termine nella sua esposizione Pavillon du réalisme del 1855, furono François Bonvin, Jean François Gigoux, Honoré Daumier e Jean-François Millet.

Il termine realismo può essere usato come concetto generico, per indicare un particolare atteggiamento dell'artista verso la realtà (la tendenza, cioè, a rappresentarla ed esprimerla fedelmente), come tale rintracciabile nelle epoche più diverse: realistico è l'atteggiamento dell'uomo primitivo, con la sua fiducia nell'identità tra oggetto e rappresentazione, realistiche le creazioni del mondo ellenistico e romano, realistico il criterio di imitazione della realtà che è alla base dell'arte del "Rinascimento". Ma, in questa troppo ampia generalità, il concetto non è più definibile concretamente. Conviene quindi limitarne la trattazione alla sola accezione storicamente determinata e valida: si definisce realismo quel movimento artistico nato in Francia intorno alla metà del XIX secolo, che ebbe il suo massimo rappresentante in Courbet, il suo teorico nello Champfleury e la sua prima manifestazione pubblica all'Esposizione universale di Parigi del 1855, e che impronterà di sé la vita culturale europea sino al 1870 circa.

Il trionfo della borghesia.





Musèe d'Orsay-Parigi

La Libertà che guida il popolo
(1830), Museo del
Louvre

Ferdinand Victor Eugène Delacroix (Saint-Maurice, 26 aprile 1798 – Parigi, 13 agosto 1863) è stato un artista e pittore francese, considerato fin dall'inizio della sua carriera il principale esponente del movimento romantico del suo paese
La suggestiva pennellata tipica di Delacroix e il suo studio sugli effetti ottici ottenibili per mezzo del colore influenzarono profondamente l'opera degli impressionisti.Il romantico Eugène Delacroix non ha dubbi: All' Ecole des Beaux-Arts si spiega " il bello come si insegna l'algebra". Le lezioni si basano sullo studio e l'emulazione dei grandi maestri del passato.
Dall'Accademia all'Ecole de Barbizon La scena artistica francese alla metà dell'Ottocento, spesso vissuta unicamente come preludio della rivoluzione
impressionistica, è invece una realtà complessa ed eterogenea, ricca di ottimi artisti, la cui fama è stata cancellata dal rapido, quanto profondo, cambiamento del gusto al volgere del nuovo secolo. L'ascesa della borghesia offre un palcoscenico tanto agli artisti rivoluzionari del Realismo- su tutti Gustave Coubert, uno dei personaggi più discussi del tempo- quanto ai pittori dell'Ecole de Barbizon, la cui ricerca En plein air si rivela fondamentale per la nascita dell'Impressionismo. anche se il cuore della classe media batte ancora per la tradizionale accademia. Comunque lo stato francese detta sempre legge governando le giurie, e sempre lo stato che promuove le grandi opere pubbliche e che decreta la fama degli artisti. Mentre Coubert, con straordinaria modernità mette in scena momenti di realtà di sconcertante verismo- basti pensare al celebre Le bagnanti o all'ancor oggi scandaloso L'origine del mondo (1866, Parigi Musèe d'Orsay)




LE BAGNANTI (1853)
Gustave Courbet (1819-1877)
Pittore francese
Musée FabreMontpellier

Il primo proprietario del quadro L'Origine del mondo, con ogni probabilità fu il committente stesso della tela, il diplomatico turco-egiziano Khalil-Bey (1831-1879).Personalità eccentrica della Parigi bene degli anni sessanta del XIX secolo, mette insieme, prima di essere rovinato dai debiti di gioco, un'effimera ma sorprendente collezione, dedicata alla celebrazione del corpo femminile. In seguito, si hanno poche notizie certe sulla sorte e sui proprietari del quadro. Fino al suo ingresso nelle collezioni del museo d'Orsay nel 1995, L'Origine del mondo, che faceva allora parte della raccolta dello psicanalista Jacques Lacan, rappresenta il paradosso di un'opera famosa ma poco vista.(Se volete vederla cercate (l'origini del mondo, di Coubert, non me la sono sentita di postarla) ci sono però Artisti che si prodigano in un realismo più edulcherato-più dolce di quello di Coubert: come "Antigna, Bastien Lepage, Gervex e Bovin -attraverso la loro pittura offrivano toccanti spaccati di vita urbana, timide denuncie sociali, accettabili, in virtù dei loro accenti sentimentali, anche da un pubblico non particolarmente avvezzo alla grammatica naturalistica.




"L'Incendio" di Antigna


il celeberremo dipinto
di
Bastien Lepage-"Il Fieno"

Gervex


la "Carità"Francois Bonvin

Grazie alle possibilità economiche e al crescente interesse della classe media, è soprattuto la ritrattistica, che offre un terreno su cui sperimentare linguaggi di una certa modernità: è il caso di Bonnat, di Tissot e di Calolus Duran, campioni del ritratto borghese.



Dentro il Capolavoro

Thomas Couture I romani della decadenza
1847, Parigi,
Musèe d'Orsay


La scena è ispirata a un passo dello scrittore Latino Giovenale, secondo il quale il declino dell'impero romano non sarebbe dovuto tanto alle conseguenze delle guerre, quanto ai vizi in tempo di pace. A essere ritratta è dunque la decadenza morale del popolo romano alle soglie della fine dell'impero: le statue sullo sfondo rappresentano il passato glorioso di Roma, travolta dall'immoralità del presente. Il fine morale e l'ambientazione antica giustifica e rende accettabile la presenza di nudi tanto sensuali e di situazioni altrove considerate illecite. Sulla destra due uomini in abiti barbarici osservano la scena: il futuro è già alle porte. Il potere di Roma è ormai esaurito.
I popoli germanici ne osservano la decadenza. I romani della decadenza è uno straordinario esempio di arte ufficiale sia per il soggetto che per le scelte stilistiche. La monumentale tela (472 X 772 cm) è esposta al Salon dal 1847 ed è considerata il capolavoro di Couture.
Questa meravigliosa tela, che racconta la decadenza di Roma, mi ha ricordato il pensiero di Tacito.
Cornelio Tacito nasce nel 56 o 57 circa, mentre la morte risale al 120 circa.
Tacito è un tradizionalista in un'età di declino dei valori tradizionali, e per questo motivo nell'antichità non raggiunge mai la popolarità, ma deve attendere l'Umanesimo per essere riscoperto da numerosi studiosi.
Le cause che tu cerchi non sono difficile da scoprire, né sono ignote a te o a Secondo.... Anche se voi assegnate a me il compito di manifestare ciò che tutti sentiamo. Infatti, chi non sa che l'eloquenza e tutte le altre virtù sono decadute da quella famosa gloria d'un tempo non per mancanza di uomini, ma per la pigrizia dei giovani e la trascuratezza dei genitori e l'ignoranza dei maestri e la dimenticanza del costume antico? mali che, nati prima a Roma, si sono poi diffusi per l'Italia e ormai dilagano nelle province Io parlerò di Roma e dei suoi vizi particolari e familiari, che si impadroniscono di noi fino dalla culla e crescono gradatamente di in anno in anno; ma prima dirò poche parole intorno alla severa disciplina degli antichi, riguardo all'educazione e all'ammaestramento dei figli. Continua


Tra gli allievi di Delaroche è certamente Jan Leon Gèròme il più noto e figura di maggior spicco Le sue opere sono fin troppo originali per questo non incontra facilmente il gusto della giuria del Salon,che le ammette all'esposizione ma raramente le premia,riscuotendo invece un successo tra il pubblico Il suo è uno stile molto personale,la sua produzione solo in parte risponde al clichè dell'accademia e la scelta dei soggetti è piuttosta eterogenea. L'artista, con- I Giovani Greci-che assistano a un combattimento dei galli- dimostra con quanta volontà vorrebbe inserirsi nel solco neoclassico rinnovandolo radicalmente.


Altrettanto originale è William-A-Bouguereau, pur restando fedele alla lezione dell'accademia.Bouguereau; pittore di successo, nella sua carriera si cimenta con soggetti di vario genere,dal ritratto al tema sacro.Noto anche come decoratore, molto stimato dalla commitenza pubblica e privata, che ne apprezza il suo stile accademico ma personale e vigoroso. nel corso degli anni settanta si dedica sopratutto al soggetto mitologico, come dimostrano tele quali Ninfee assalite da un satiro e la nascita di Venere. Quest'ultima permette un confronto diretto, con un'opera analoga, di un altro pittore importante Alexsandre Cabanel



Alexsandre Cabanel

Pittore francese. Il vincitore del Prix de Rome nel 1845, ha classificato con Bouguereau, come uno dei più grandi e influenti pittori del periodo e una delle sternest oppositori del Impressionisti. La nascita di Venere (Musee d'Orsay, Parigi) è il suo lavoro più noto e tipico della slick e eccitanti (ma presumibilmente casto) nudi nella quale eccelleva. E 'stato il colpo del funzionario Salon del 1863, l'anno di il Salon des Refusés, ed è stato acquistato dalla imperatore Napoleon III, che ha dato Cabanel più prestigiose commissioni.

DENTRO IL CAPOLAVORO


William-Adolphe Bouguereau
Famiglia povera-1865-
Muiraminghan
Museo-and Art Gallery

La tela offre lo spunto per un interessante confronto con un'opera di soggetto simile firmata anni prima da, Daumier (Il vagone della terza classe)) allo schietto realismo di Daumier, che ritrae con disarmante verità una famiglia simile per composizione e appartenenza sociale, si contrappone lo stile edulcherato di Bouguereau che abbandona ogni velleità di denuncia sociale e, accentuati gli aspetti più pietosi, trasforma la scena in un melodramma a uso e consumo dele classi alte.
In questa scena Bouguereau, pittore di indiscutibile talento, mette in scena un'immagine finalizzata alla commozione del pubblico e studiato per toccare le corde più profone del cuore dello spettatore.
Il palazzo signorile sullo sfondo accentua, per contrasto la povertà della famiglia in primo piano. Bouguereau, da al volto un'impressione implorante, ma composta, dolcezza alla bimba che si appoggia alla mamma in cerca di conforto, la serenità del neonato che ancora non conosce le privazioni della vita, e la rassegnazione del figlio maggiore, abbandonato ai piedi della mamma.
La figura paterna è assente, questa assenza disegna uno spaccato di vita quotidiano molto conosciuto ai benestanti parigini.








Una famiglia sfortunata-1849,
Parigi Musèe d'Orsay- di Octave Tassaert-
nota anche come Il suicida)


Il vagone di terza classe
Honoré Daumier, 1862
olio su tela su tavola, × cm
Ottawa, National Gallery of Canada

Il Realismo sociale, caraterizza molte opere del tempo, nelle quali la questione sociale, affrontata con ardore e veemenza da Coubert e Daumier, si colora di tinte melodrammatiche, che sanno far leva sulle corde del cuore della borghesia.
Honoré Daumier, fece della propria arte uno strumento di lotta politica, questo dipinto del 1862, denuncia le condizioni sociali delle classi più povere (in linea con gli intenti del realismo, movimento artistico-culturale a cui appartiene). La rappresentazione di una condizione sociale umile e poco presa in considerazione dallo Stato. Dipinto realizzato in un periodo storico in cui le conseguenze e le influenze derivanti dalla rivoluzione del 1848 sono ancora ben visibili. Questo periodo ,e in particolare il 1848, caratterizzato da grandi e sanguinoso sommesse popolari promosse dagli operai sfruttati che vivevano in condizioni pessime. Le rivolte costringono il re Luigi Filippo d’Orleans ad abdicare quindi viene proclamata la Seconda Repubblica presieduta da Luigi Napoleone


Gli spaccapietre, 1849,
andato perduto durante i bombardamenti
a Dresda durante la seconda guerra mondiale.


Gustave Courbet Nel 1850 scrive ad un amico:
« ...nella nostra società, così civilizzata, sento il bisogno di vivere la vita di un selvaggio. Devo essere libero anche dai governi. Le mie simpatie vanno al popolo, e devo rivolgermi direttamente a loro.(Gustave Courbet)

Gustave Courbet, conosciuto soprattutto come l'innovatore del movimento realista (e accreditato anche dell'invenzione del termine stesso) Queste opere hanno il pregio di far riflettere il pubblico su questioni sociali di scottante attualità, ma che non sanno risolvere la complessa questione- sollevata da Coubert-del rapporto tra soggetto contemporaneo e rinnovamento stilistico. Per ritrovare una perfetta rispondenza tra la modernità del tema trattato e quella del linguaggio pittorico in cui esso è risolto, bisogna attendere Eduard Manet e gli straordinari frutti della sua difficile e sconcertante lezione. Si eleva sulle schiere di questa generazione di pittori realisti, per originalità e modernità, Alfred Stevens, seguace di Coubert, alla cui poetica aderisce con sincera intensità. -dipingendo una magnifica tela-Quel che chiamano ill Vagabondaggio -è una delle opere migliori nell'ambito della pittura a sfondo sociale della seconda metà del secolo.


DENTRO IL CAPOLAVORO

Alfred Stevens-
Quel che chiamano il vagabondaggio-
1855, Parigi Musèe d'Orsay

Il formato importante (130 x 166 cm) richiama l'attenzione sulla tela e ne eleva il contenuto, di scottante attualità, al rango della pittura di storia.L'opera è una denuncia delle persecuzioni subite dalle classi meno abbienti sotto il secondo impero.
L'artista di questo capolavoro, sa mettere bene in risalto la brutalità dei gendarmi, che conducono in prigione i mendicanti. Questa tela irrita profondamente Napoleone III, che, dopo averla vista, darà ordine di una maggiore discrezione nel trasferimento dei vagabondi in galera.
Stevens, di origine belga, seguace di Coubert e Millet: raccoglie il testimone della loro lezione e ne fa tesoro per ritrarre un immagine certo meno sconcertante di quelle messi in scena dal pittore Ornans ma di sicuro effetto.
La disposizione delle figure alla maniera di un fregio dona a questa lenta e infelice processione un'aura aulica e imponente.






Fernand Cormon Caino,
1880 Musèe d'Orsay



Sarà sopratutto Corman a portare agli onori della cronaca, questo tipo di linguaggio, una ricerca che avrà il suo apice in una tela piuttosto originale:Caino. Opera che non passa inosservata, con i suoi sette metri di larghezza, tela che suscita un certo clamore all'edizione del Salon in cui è esposta, a causa del soggetto inusuale e del crudo realismo con cui esso è trattato. Cormon più che alla storia biblica di Caino, sembra interessato alla rappresentazione di una preistoria immaginaria.Non è un caso che la tela risalga proprio agli anni in cui le teorie di Darwin stanno conoscendo una crescente diffusione, in cui sono state scoperte le pitture rupestri di Altamira. L'ascendente darwiniana è suggerita anche dalle critiche del tempo, che faticano ad accettare l'ostentata rozzezza dei personaggi e la brutalità dell'immagine. L'artista si sofferma sulla natura selvaggia delle figure, inaugurando un filone di "scene preistoriche", in seguito molto fortunato. Tela ammirata anche da Degas.




Omaggio a Delacroix-
Herri Fantin.Latour, 1864,
Parigi, Musèe d'Orsay


Dopo la morte del pittore, avvenuta nel 1863 Dei numerosi omaggi offerti al grande artista romantico delle nuove generazioni, questo di Fantin è certamente il più convincente e meglio risolto.Accanto a Baudelaire, con la mano in tasca c'è Manet l'autore della tela si è autoritratto indossa la camicia bianca e la tavolazza in mano, preferirà escludersi dal gruppo riunito intorno a Manet, segnando la proria distanza dalle schiere degli "intrasigenti"Fantin costriusce la propria composizione come un ritratto di gruppo tradizionale, dove evidente è la lezione fiamminga del Seicento. Con i toni oggettivi e asciutti di una fotografia, ma con l'attenzione al dettaglio del ritrattista consumato, egli riunisce un gruppo di artisti e letterati intorno all'effigie dipinta su tela del grande maestro da poco scomparso.


Con Eugène Giraud e con Madame Bovary,
si conclude il primo post dedicato all'Impressionismo


Eugène Giraud, di Gustave Flaubert,
1881 Versailles, Musèe du Chàteau



Pochi racconti narrono con pari efficacia le contradizioni e le frustazioni della società francese alla metà del secolo, quanto quello della vita inquieta di Madame Bovary, protagonista dell'omonino romanzo firmato da Gustave Flaubert, uscito a puntate sulla "Revue de Paris" Madame Bovary è ancora oggi l'emblema della sconfitta dell'ideale romantico, un fallimento che si riflette su un'intera generazione, come spiega lo stesso Flaubert. Oltre a tracciare le coordinate di una società che nasconde dietro al successo economico una sostanziale crisi di ideali.Flaubert apre le porte ai futuri sviluppi del Realismo letterario, anticipando il naturalismo di Zola.Nichilista, violentemete antiborghese, ossessionato dai propri principi, Flaubert, ha profondamente influenzato intere generazioni di scrittori e pensatori, anticipando poetiche poi assai diffuse nel secolo successivo.


FANTASMI
Dolci fantasmi,
di un tempo che fu:
son vecchie cose nascoste,
riposte,
nell'angolo del cuore più segreto...
segreto,
muto custode di tutto e di niente,
come un cassetto di cui
la chiave s'è persa....
per anni chiuso,
prigioniero dell'oblio...
poi un giorno:
un profumo,
un colore,
un suono improvviso,
una parola...
.... la chiave si ritrova...
e tornano i ricordi:
il passato riaffiora,
tutto scorre
dinanzi ai nostri occhi:
ed è come rileggere un diario,
come vedere un film...
e i fantasmi prendono forma,
si fanno vivi,
ci parlano....
e niente è perduto
e tutto è eterno.
Scritta da
Paola.



12 commenti:

  1. Gli spaccapietre lo ha usato mia figlia nella sua presentazione per la maturità... Come al solito hai fatto un lavoro egregio. L'ho messo in evidenza nel mio blog nella bacheca dei lavori degli altri blog!! Una abbraccio

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  2. Rosalba, salutami tua figlia, lo spaccapietre...una tela andata persa.
    Grazie, per aver messo in evidenza, soloimmagini, e grazie per "un lavoro egregio"
    Ti abbraccio.

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  3. Beh, si, condivido ciò che dice Rosalba, ogni lavoro di ricerca che presenti è sempre molto ricco e completo. Grazie!

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  4. Veramente un ottimo lavoro Rosy! finalmente stasera ce la faccio a vederlo e a gustarne a pieno la bellezza delle immagini.
    Certo che ti è costato una notevole fatica: sei da ammirare!
    Ciao cara, dolce notte e grazie.

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  5. molte delle opere che hai messe le ho viste a Parigi quest'anno! Complimenti un post che illumina!

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  6. Grazie, a Janas, Paola e La signora in rosso.
    Mi fa piacere che è stao di vostro gradimento il mio lavoro...e si soloimmagini per me è veramente un piacevolissimo lavoro.
    Vi abbraccio rosy.

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  7. ci torno solo ora su questo post e mi spiace tantissimo che il commento che ti avevo lasciato non sia stato salvato da Blogger. Anche questa volta Blogger si e mangiato un commento ma non fa nulla. Intanto grazie per la graditissima dedica che mi fai, il mio contributo e stato piccolissimo, di poco conto. Nel vedere questo blog, mi sembra quasi di sfogliare un libro d'arte dove gli occhi rimangono incantati dalla bellezza. Buona vita, Viviana

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  8. Gran bel post! Ciao, Arianna!

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  9. Viviana, nei piccoli gesti, si legge e si capisce l'animo delle persone.
    Le grandi cose, sono come i grandi eventi della natura....

    la vita, invece è ricca di piccole cose, che non sono necessarie e invece si fanno, questa è la ricchezza di ogni animo nobile come il tuo.
    Bacioni.

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  10. rosy, sono imperdonabile. Solo adesso vedo questa meraviglia di post! Il fatto è che i feed di quersto blog non si aggiornano in automatico.

    Sei stata brava come il tuo solito. Apprezzo molto il lavoro che stai svolgendo!

    Un abbraccio.
    annarita

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  11. Non sei imperdonabile, sei adorabile...un bacione

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